Home Cultura Morte Calasso, Mollicone (FdI): “Con Adelphi fu editore dal pensiero libero”

Morte Calasso, Mollicone (FdI): “Con Adelphi fu editore dal pensiero libero”

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Roberto Calasso

Lo scrittore ed editore Roberto Calasso, presidente e consigliere delegato della casa editrice Adelphi, è morto a Milano all’età di 80 anni dopo una lunga malattia. Era nato a Firenze il 30 maggio 1941. Saggista e narratore, nel 1962, a soli 21 anni, entrò a far parte di un piccolo gruppo di persone che, insieme a Roberto Bazlen e Luciano Foà, stava elaborando il programma di una nuova casa editrice: sotto la sua guida Adelphi è diventata uno dei marchi più importanti nell’editoria di qualità. Proprio oggi escono in libreria i suoi ultimi due libri, “Bobi” e “Memé Scianca”.

“Adelphi simbolo dell’importanza delle editrici indipendenti”

Il deputato Federico Mollicone, responsabile nazionale Cultura di Fratelli d’Italia, ha espresso il proprio “cordoglio per la perdita di Roberto Calasso, scrittore ed editore “illuminato”, intellettuale che ha dato prestigio alla cultura italiana. Ne restano i libri e le idee. Adelphi è un simbolo dell’importanza delle editrici indipendenti. Sui suoi volumi dalle copertine colorate e ben curate si sono formate generazioni di studenti, intellettuali e appassionati della lettura. A lui il riconoscimento di aver valorizzato ed editato filosofi e pensatori culturalmente scorretti come Nietzsche, Celine, Junger, Spengler, Cioran, Mircea Eliade e molti altri. Importanti le sue opere sul pensiero classico e orientale. La libertà di pensiero è il suo vero emblema e il suo epitaffio”.

Le opere e l’impegno culturale

Fin dalla fondazione, Calasso è stato l’animatore di Adelphi, diventandone nel 1971 direttore editoriale e nel 1990 consigliere delegato. Dal 1999 era anche presidente della casa editrice. Per la sua casa editrice è stato traduttore e curatore di “Il racconto del pellegrino di sant’Ignazio” (1966), “Ecce homo” di Friedrich Nietzsche (1969), “Detti e contraddetti” di Karl Kraus (1972) e “Aforismi di Zürau” di Franz Kafka (2004). A partire dall’inizio degli anni ’80 Roberto CALASSO si è dedicato a un’opera in varie parti, un monumentale work in progress, con cui ha rielaborato, tra saggistica e narrativa, materie molto diverse e strettamente connesse fra loro, mentre nessuna è assegnabile a un genere canonico. Di questa impresa editoriale sono stati pubblicati undici volumi, che formano un insieme di oltre quattromila pagine: “La rovina di Kasch” (1983); “Le nozze di Cadmo e Armonia” (Adelphi); “Ka” (1996); “K.” (2002); “Il rosa Tiepolo” (2006); “La Folie Baudelaire” (2008); “L’ardore” (2010); “Il Cacciatore Celeste” (2016); “L’innominabile attuale” (2017); “Il libro di tutti i libri” (2019); “La tavoletta dei destini” (Adelphi 2020). CALASSO ha pubblicato, inoltre, “L’impuro folle” (1974), i saggi “I quarantanove gradini” (1991), “La letteratura e gli dèi” (2001), “La follia che viene dalle Ninfe” (2005) e la raccolta di risvolti “Cento lettere a uno sconosciuto” (2003). I suoi libri sono tradotti in 25 lingue e pubblicati in 28 paesi.

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