Michetti: “A Roma sui rifiuti si deve pianificare. Basta responsabilità miste”

by romalife
Enrico Michetti

Roma, 22 lug – Enrico Michetti, candidato per il centrodestra a sindaco di Roma, ieri è intervenuto a Palazzo Ferrajoli alla presentazione della lista civica di Vittorio Sgarbi e Giovanni Toti in suo sostegno. A margine dell’evento, ovviamente, ha trovato il tempo di parlare delle sue idee sulla gestione della Capitale.

Michetti e il Green pass

Intervenendo sulla polemica che ruota attorno al Green pass, Michetti  ai microfoni di RomaToday ribadisce quanto già riportato ieri: “Sono bivaccinato ed ho il green pass“. E poi:  “Rispetto chi fa scelte diverse e contemporamente penso che obblighi coattivi dabbano essere visti con grande parsimonia”.

“Roma va normalizzata”

Ribadisce, Michetti, il concetto di riportare la normalità a Roma, troppo abituata a scene assurde come quelle che hanno per protagonisti i cinghiali: “Roma debba ripristinare una propria normalità. Bisogna darle una visione, costruirle un vestito su misura come città della scienza, della cultura, dell’arte, della pubblica amministrazione, del terziario, del commercio, con una sua legge con poteri speciali”.

“Rifiuti? Ci vogliono responsabilità chiare”

E poi passa a parlare della vera emergenza di questo periodo, quella dei rifiuti, già denunciata da diversi comitati di quartiere: “La competenza mista non aiuta ad individuare le responsabilità. Tra i poteri della regione c’è anche quello del commissariamento”. E sulla necessità di commissariare Roma (come ad esempio ritiene si debba fare sui rifiuti il suo concorrente, Carlo Calenda) Michetti ci va cauto:  “Non sono Zingaretti. Penso però che c’è bisogno di una città che inizi a pianificare, programmare, progettare. Gli impianti vanno fatti. Non bisogna rimanere inerti”.

Sul rilancio del centro storico punta invece sul dialogo con i corpi intermedi, mentre infine quando gli chiediamo del ruolo di favorito assegnatogli dai sondaggi, lui punta a a sottolineare la “necessità di affascinare il popolo romano”. “Sono preoccupato dall’astensionismo: se sarà alto vorrà dire che non avremo affascinato. Il mio ruolo e quello dei miei avversari e anche questo e sono impegnato in questo senso”.

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