Caso NCC Montopoli, Palumbo (Anitrav) contro ATLT: “Falso quanto dichiarato”

by Giacomo Pasquetti

Marco Palumbo, direttore A.N.I.Tra.V., commenta: “Nella nota ANSA del 06 Maggio 2021, delle ore 16:35, l’ATLT (Associazione Tutela Legale Taxi) assieme alle altre sigle oo.ss. tassiste, asseriva dichiarazioni mendaci circa il processo in atto dinanzi al Tribunale di Rieti, condotto dal Giudice Virginia Arata. Si legge: “È quanto dichiarano in una nota le segreterie romane del comparto taxi di Fit Cisl, Uil trasporti, Ugl taxi, Federtaxi Cisal, e Ati Taxi, riportando la notizia. “I reati penali per cui si celebrerà il processo – continua la nota – sono sempre gli stessi: in particolare il falso ideologico poiché dopo aver dichiarato l’uso di rimesse situate nel comune di Montopoli, come previsto dalla normativa vigente e da molte sentenze penali e civili, operavano invece stabilmente nel territorio di Roma Capitale, senza rientrare mai nelle stesse”.

È bene sottolineare che quanto riportato dai firmatari di questo articolo, condurrebbe la faccenda nella direzione inesatta, invero, nel citato processo né si parla di abusivismo, termine amato dalle oo.ss. tassiste, né emerge la difformità – altro termine molto in voga dalle stesse – dell’utilizzo del titolo autorizzativo da parte dei soggetti indagati. Infatti, già da mesi il primo noleggiatore nel medesimo processo è stato prosciolto perché <<le accuse non sono né provate né fondate>>. Capofila anche per il resto degli indagati, che del resto si vedono, oltre che all’interno di un assurdo processo, vessati dai continui e sproporzionati attacchi, ma condotti presumibilmente verso una liberazione da ogni imputazione, sancita dall’organo giudiziario in questione.

Ma facciamo chiarezza. L’imputazione cosa riguarda? Il regolamento del Comune di Montopoli in Sabina prevede come obbligatorietà, in forte contrasto con la normativa statale, che nella rimessa di ogni NCC con autorizzazione rilasciata dallo stesso Ente e posta all’interno del suo territorio, vi fosse adibita una officina meccanica per uso della manutenzione ordinaria. Assurdo! Si, avete letto bene. L’NCC investe migliaia di euro in veicoli garantiti dalla casa madre dove, nella maggior parte dei casi è inclusa proprio la manutenzione ordinaria e poi avere, fra i vari obblighi restrittivi, anche quello di investire altro denaro per acquistare attrezzature come, ad esempio, un ponte da sollevo. Risulta poi, a favore dei “pericolosi” incriminati un vantaggio assoluto che li vedrà certamente uscire puliti da questa meschina faccenda – qui la vera assurdità – ovvero, il non aver mai dichiarato né all’Amministrazione Pubblica e né a nessun altro di voler assecondare tale obbligo. Quindi nulla a che vedere con <<l’utilizzo delle rimesse>> e <<operavano invece stabilmente nel territorio di Roma Capitale>>.

La totale assenza di civismo e civiltà dà poi adito all’ennesima attivazione della macchina del fango messa in atto dalle sigle dei tassisti romani (ricordiamo non molto tempo fa anche nei confronti dell’Avv. On. Paolo Trancassini nell’occasione dell’interrogazione parlamentare sulla mancata erogazione dei contributi a fondo perduto “centri storici” per i settori NCC e taxi), che, nel caso di specie, vede il Presidente di Assemblea Capitolina Marcello De Vito incolpevole protagonista e vittima. Semplicemente perché impegnato nella tutela della Giunta, nonché del resto dei Consiglieri Comunali, ponendo all’attenzione del Segretariato Generale di Roma Capitale la modifica del nuovo regolamento degli “Autoservizi Pubblici non di linea” proposto dai Consiglieri Bernabei, Stefàno, Di Palma, Pacetti, Agnello, Chiossi, Allegretti, fugando ogni dubbio circa la legittimità del regolamento in conformità al coordinato disposto dalla legge quadro di settore e dalla Sentenza della Corte costituzionale n.56/2020 presieduta proprio dalla Giurista Maria Cartabia, ora Ministro della Giustizia. Infatti, non è un caso che l’avvocatura romana ha ritenuto che quanto ipotizzato da De Vito, confermasse le forti tendenze del regolamento, così come concepito, nel non rispettare le normative vigenti ed i principi concorrenziali. Una concorrenza ben chiara all’attuale Presidente del Consiglio Mario Draghi ed al Governo trasversale, dove ricordiamo, che una sua parte, ovvero quella Leghista, ha come impegno ideologico e politico il liberalismo assoluto delle imprese che appare, però, in forte contrasto con la UGL che sembrerebbe continuare a sottoscrivere comunicati come quello del 06 Maggio 2021 pubblicato dall’ANSA”, conclude Palumbo.

 

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