Festa della Mamma, a Marino uno splendido evento in diretta straming: c’è “le madri dei poeti”

by Martina Grillotti

Marino – Domenica 9 maggio, in occasione della festa della Mamma si terrà nella sala consigliare del comune di Marino l’evento “Le Madri dei Poeti” voluto dalla Giunta Comunale e curato dall’Associazione culturale la Terzina in collaborazione con il professor L. Rino Caputo già ordinario di Letteratura Italiana nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Roma “Tor Vergata”. L’evento, che si terrà in diretta streaming (collegandosi QUI) propone un punto di vista originale e “lirico” un omaggio alla figura della Madre. Il prof. L. Rino Caputo condurrà il pubblico alla scoperta dell’amore che lega figli e madri, attraverso una scelta poetica mirata e ottimamente ponderata. Si tratta di un approccio originale alla figura femminile, colta nel suo aspetto più puro, nella sua funzione più naturale, istintiva e insostituibile.

Nel momento in cui una donna diventa madre, prende su di sé la più grande – drammatica e meravigliosa ad un tempo – delle responsabilità, mostra la sua potenza creatrice, che la differenzia dall’uomo, elevandola verso un’altezza che svetta verso il cielo mentre affonda salda le sue radici nella terra. Coadiutore di Dio permette all’umanità di esistere, donando tutta se stessa in ogni istante dell’esistenza. Essere madre non è semplicemente un fatto fisiologico, è soprattutto una tensione dello spirito, una scelta esistenziale, un investimento dall’alto, un compito e una vocazione.

Se una donna, qualsiasi donna ha dentro di sé tale potere, se un essere umano è stato investito dell’onere di far crescere – educare- ogni persona umana, allora la donna, domina, signora, nel senso più nobile e splendido del termine, è depositaria di una tale dignità che nessuno può permettersi di oltraggiare. Essere donna, essere madre, creare, crescere ed educare sono peculiarità uniche, che vanno rispettate, amate e sperimentate, attraverso atteggiamenti naturaliter umani, con rispetto, con affetto, con amore. I poeti rappresentano attraverso le loro parole, le figure poetiche, la facilità e la profondità di espressione, quello che ogni figlio vorrebbe dire alla propria madre, la madre che lo ha partorito o la madre che lo ha cresciuto, comunque amato. La madre di Ungaretti si erge come una statua davanti a Dio, implorando per Giuseppe il perdono dell’Altissimo, sfidando quasi il giudizio divino; la madre di Saba è la donna che lo ha allevato, trattandolo come figliuolo, donandogli l’affetto di cui aveva bisogno.

A sottolineare l’intensità dei versi, ad indagare il mistero sotteso alle scelte lessicali, gli interventi musicali a cura del maestro Mario Alberti.

La musica non è solo corollario, diviene elemento fondante, base di lavoro, acquista una connotazione fonosimbolica, quindi portatrice di specifico significato semantico, in un percorso che ricostruisce, sul filo raffinato della filologia, sensazioni e atmosfere. L’armonia diviene espressione; la madre sfiora la parola, esaltandone i più reconditi misteri, svelando la qualità del verso.

“Siamo lieti di poter celebrare –  ha asserito l’assessore alla Cultura, Paola Tiberi – le madri dei poeti, con gli occhi delle donne contemporanee. Purtroppo nel nostro paese, ma non solo, essere madre, ancora oggi, è una sfida agli equilibrismi più arditi: il carico di lavoro derivato dalla conciliazione dei tempi di vita, di lavoro e di cura appare a volte insostenibile tale da determinare, obtorto collo, delle rinunce, lavorative e/o familiari, in uno Stato ancora troppo poco sociale. Tristissima è la notizia, giunta nella giornata di ieri, della morte di una giovane mamma, Luana D’Orazio. Tutte le mamme dovrebbero tornare a casa dai loro bambini dopo il lavoro”.

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