Home Cronaca Pandemia arriva a dimezzare le imprese: piccoli artigiani in crisi

Pandemia arriva a dimezzare le imprese: piccoli artigiani in crisi

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La crisi economica che segue l’emergenza sanitaria da Covid-19 colpisce anche l’artigianato artistico, ovvero quel settore che comprende i lavoratori del cuoio come pure della ceramica e del vetro, gli orafi e i costruttori di strumenti musicali nonché la produzione di abbigliamento, tessuti, ricami e bigiotteria. Un settore che prima della pandemia impiegava intorno ai 10mila lavoratori e che fatturava intorno ai 220 milioni. Una perdita a fine 2020 di 40 milioni di euro e di 1.000 lavoratori.

È quanto registra la ricerca di Confartigianato, il cui presidente, Andrea Rotondo, ha ricordato che questi artigiani “hanno da sempre rappresentato il cuore produttivo del centro storico e la pandemia ha molto indebolito il settore”. Basti pensare che il numero delle imprese del cuoio e della tappezzeria si sono ridotte da 586 a 490 (-16%); il settore orafo vede una perdita di 38 imprese, da 541 a 503. La tessitura ed i ricami perdono in 10 anni il 43% delle imprese passando da 134 a 48, la lavorazione del vetro e della ceramica si dimezza, da 415 a 234. Non va meglio per l’abbigliamento su misura che perde 287 unità pari al 23%, da 1203 a 916. Gli strumenti musicali passano da 31 a 29 attività. Unico settore che si a quanto si apprende dallo studio si mantiene ancora stabile è quello della bigiotteria che vede un incremento di 18 unità, da 436 a 454.

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