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++Federazione Italiana Atletica Leggera, Stefano Mei alla guida per i prossimi 4 anni: “Sarò il presidente che unisce”++

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(ch.di.) La Nuova Fiera di Roma incorona il nuovo presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera. È l’ex atleta Stefano Mei. Dopo una giornata di interventi e votazioni, a metà pomeriggio è stato eletta la nuova governance dell’atletica italiana, successore di Alfio Giomi. Eletto anche il nuovo Consiglio Federale e il Presidente del Collegio dei Revisori.

Era una corsa a tre quella per la federatletica e per il prossimo quadriennio olimpico, con Vincenzo Parrinello, 62 anni, catanese, Generale delle Fiamme Gialle e comandante del Gruppo Sportivo di casa a Castelporziano; con il romano Roberto Fabbricini, 75 anni ex volto Figc, ex segretario generale FIDAL e CONI; e l’ex azzurro Stefano Mei, 57 anni, spezzino, vincitore del titolo europeo dei 10mila a Stoccarda nel 1986, già candidato 4 anni fa contro il presidente uscente Alfio Giomi e consigliere federale 2001-2004 e 2008-2012).

Risultato finale: al ballottaggio Stefano Mei eletto con 31051, Vincenzo Parrinello 26917.

Per arrivare al ballottaggio, si è passato da un primo turno in cui Parrinello ha ottenuto 24286 voti, Mei 21563, Fabbricini 13410. Aperte le urne per il ballottaggio. Poi la sfida a due tra il generale e l’ex azzurro, coi voti di Fabbricini a fare da ago della bilancia. 

Mei una volta eletto ringrazia: “Grazie a tutti per la fiducia. Sarò il presidente che unisce le fratture che ci sono“.

Nel discorso pre-votazione Parrinello aveva detto: “La mia coscienza mi suggerisce di non fare promesse, di non cercare di captare la vostra benevolenza, ma solo di dirvi quello che sono certo di poter mantenere: accostarmi a questo impegno con disponibilità, voglia di ascolto, passione, che ho sempre avuto nei confronti dei miei atleti e dei miei tecnici. Non posso fare promesse anche per un altro motivo: perché credo nella collegialità e non voglio essere un uomo solo al comando, ma è importante che le decisioni maturino all’interno del Consiglio federale. Spetterà certamente al presidente cercare la sintesi e le soluzioni migliori. Credo molto nella trasparenza. Ognuno di voi, oggi, può leggere sul sito federale i verbali di questi anni del Consiglio federale, come da me richiesto, perché ritengo che la trasparenza sia un dovere morale primario di chi assume qualsiasi responsabilità di governo. Abbiamo grandi dirigenti ed è compito della Federazione farli diventare grandi manager. È compito della Federazione valorizzare la loro disponibilità e passione. La maggior parte di voi mi conosce: chiedo di votarmi se pensate che con i miei pregi e i miei difetti possa essere utile a questo movimento”.

Mei aveva invece salutato così l’ultima possibilità di attrarre a sé voti: ““Papa Francesco ha detto ’siate costruttori di ponti e non di barriere’. Quelli che voglio realizzare con il mio gruppo sono ponti che idealmente uniscano la base alla federazione centrale. Un amico mi chiese… che presidente saresti? Risposi che sarei il presidente della gioia. Perché l’atletica è gioia, è la passione che hanno tutti i miei candidati, persone che vengono dal territorio, lo conoscono. Sono stato atleta fino a 33 anni, da quarantaquattro sono in questo mondo e vivo quotidianamente le problematiche che i club incontrano. Per le società serve un sistema premiante. Dobbiamo essere al passo con i tempi, traghettare la Federazione nel terzo millennio e guardare oltre, fino al 2028. Tra i termini che definiscono la parola ‘federazione’ c’è unione: per me è un’unione di intenti. I punti cardine del nostro operato saranno ascolto, meritocrazia, sussidiarietà. In queste settimane ho ricevuto l’appoggio di campioni come Berruti, May, Panetta, Levorato e tanti altri: li ringrazio per la fiducia e interpreto il loro pensiero quando dico che serve una discontinuità con il passato, un nuovo slancio. I tempi sono pronti per una rinascita dell’atletica”.

QUI TUTTI I DETTAGLI

La foto è di Mezzelani/GMT per FIDAL

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