Ncc-Taxi, nuovo Dpcm per istituire foglio di servizio elettronico: “È violazione costituzionale”

by Giacomo Pasquetti

-Imbarazzante scenografia dettata da un palcoscenico gremito da “attori senza gloria”- sostiene Marco Palumbo (NCC) riferendosi agli avvocati dei tassisti.
Durante i lavori in corso nella videoconferenza con il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti Salvatore Margiotta, che vedeva tra i protagonisti assoluti, 15 sigle NCC riunite nell’ormai noto “Coordinamento Nazionale delle Associazioni NCC”, assieme ad avvocati (e non) dei tassisti, nell’apposita chat riservata per la riunione con il Ministero, spunta un messaggio scritto dal presidente di Uritaxi Loreno Bittarelli: “…volevo solo chiedere conferma del fatto che la bozza del decreto sulle piattaforme è stata redatta dallo studio Pavia & Ansaldo…) studio di cui sono clienti Federtaxi, Cisal e Tutela Legale Taxi.

“Un fatto increscioso”, le parole espresse nella denuncia di Marco Palumbo, direttore di Anitrav e corresponsabile del Coordinamento Nazionale degli NCC che poi prosegue: “del resto, già da precedenti incontri istituzionali presso la IX Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati, gli avvocati dei tassisti rivendicarono la paternità della modifica di legge entrata in vigore a febbraio del 2019 e che pone limiti anacronistici alle imprese NCC. Cosa ci può aspettare ormai? Se il fatto fosse vero ci ritroveremo ad avere conferma di una solita condotta politica da parte di un senatore (Margiotta) che soltanto un anno fa, quando era all’opposizione, si ergeva a paladino delle migliaia di NCC manifestando indignazione a fronte dell’allora Governo giallo-verde (cit. in aula “…per pagare pegno ai tassisti, con questa modifica di legge, annullate ogni principio di libera concorrenza e di mercato…” confermando di fatto quanto rivendicato indiscussamente dai legali taxi in qualità di “legislatori sostituti”, mentre ora osserva ed asseconda proprio le medesime situazioni e come se nulla fosse, puntualizza che quella stessa legge proprio da lui berteggiata è inviolabile, riportando una bozza di decreti attuativi proprio da un file word ricevuto dallo studio legale dei tassisti”.

L’imbarazzo fa da padrone assoluto quando poi lo stesso Giustiniani in riposta al quesito di Bittarelli si rivolge al Mit: “sul dubbio (infondato) che sia stato il mio studio ed in particolare il sottoscritto ad avere redatto il testo (o quantomeno la prima bozza) del decreto in questione (..) Probabilmente i vostri uffici hanno operato da un originario file word trasmesso dal mio studio in una imprecisata occasione (ma non di certo connessa con il procedimento di approvazione del DPCM in oggetto)”.

Conclude Palumbo: “se fosse tutto come appare, ci ritroveremmo dinanzi a sostanziali e deplorevoli fatti, con un ministero che farebbe scrivere soltanto da una delle parti in causa, i tassisti e loro avvocati, decreti attuativi riguardanti (ed ancora prima una legge) il lavoro degli NCC, o presumibilmente un funzionario ministeriale che non saprebbe come usare un file word. Tutto al limite dell’immaginario collettivo. È giunto il momento di riformare la Legge Quadro ma farlo sin dall’origine delle idee con gli attori principali: gli NCC”.

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