Humangest, quando il Cv “mente”: ecco le bugie più comuni

by romalife

Articolo promozionale – L’unione fa la forza! Roma Life presenta la collaborazione con Humangest, attraverso la quale pubblichiamo ogni settimana un approfondimento dedicato a consigli e spunti sul mondo del lavoro. Buona lettura!

QUANDO IL CV “MENTE”: ECCO LE BUGIE PIÙ COMUNI

“Le bugie hanno le gambe corte” dice un vecchio proverbio e “Tutti i nodi vengono al pettine”.

Mai citazioni sono più pertinenti nell’ambito del recruitment, dove sempre più spesso i curriculum dei candidati “mentono” ed è facile essere “smascherati”. Chi si appresta a compilare il proprio CV, dimentica che quanto più si è sinceri e onesti nel racconto della propria persona, quanto più questo atteggiamento pagherà nelle fasi successive.
Infatti, al momento del colloquio, per i recruiter sarà facile intuire se il candidato ha mentito o meno e, se sarete “scoperti”, vi troverete in una situazione molto imbarazzante, senza considerare che questo atteggiamento influirà molto negativamente sull’esito della selezione. Eppure, oggi, a detta dei selezionatori, trovare un curriculum che sia autentico al 100% è sempre più difficile.

 

QUALI SONO LE BUGIE PIÙ COMUNI? ECCO LA TOP 5:

  1. POSIZIONE: perché mentire su questo aspetto? Semplice, perché trattare un nuovo contratto di lavoro fingendo un ruolo più alto di quello che si ricopre, giustifica maggiori pretese per ciò che concerne l’aspetto economico e la durata del rapporto di lavoro. Attenzione, però, perché basteranno alcune domande mirate del selezionatore e la mancanza di alcune conoscenze specifiche proprie del ruolo che avete tanto decantato a far cadere il vostro castello di bugie e, a seguire, la vostra reputazione.
  2.  LINGUE STRANIERE: è difficile riuscire ad auto giudicare il grado di conoscenza di una lingua, ma è più che mai necessario farlo quando ci si presenta a un colloquio perché il rischio di fare brutte figure è dietro l’angolo. Una prova pratica, un colloquio in lingua potrebbe smascherarvi subito, conviene ammettere subito e con oggettività il livello di conoscenza.
  3.  TITOLO DI STUDIO: oggigiorno sembra impensabile presentarsi ad un colloquio di lavoro senza “ostentare” un titolo di studio: essere “Dottori” è diventato l’unico status per accedere al mondo del lavoro. Così, un percorso di laurea mai portato a termine o lontano da concludere, diventa sul CV una dicitura completamente diversa: “Laureando in…” o, peggio ancora, si trasforma in una vera e propria laurea. Non abbiate timore di presentarvi senza questo titolo, perché potrete mettere in luce altri traguardi raggiunti.
  4. STIPENDIO: come per la posizione, la bugia sullo stipendio è “un classico”. La prospettiva è sempre quella di alzare l’asticella delle pretese economiche, ma mentire su questo aspetto è sicuramente penalizzante. Molti HR, infatti, chiudono posizioni valutando il profilo e le esperienze maturate, quindi far finta di essere Paperon de’ Paperoni vi metterà solo in cattiva luce.
  5.  INTERESSI: è una sezione molto importante per i recruiter, per conoscere il candidato a 360°. Sembra, però, che tutti siano improvvisamente ambientalisti, dediti al volontariato, alla lettura, alle arti, insomma, solo interessi e hobby “aulici”. Dire, invece, che amate anche la cucina e cucinare, praticare uno sport meno conosciuto servirà a rendervi più “umani” e a mostravi per quello che siete davvero, anche attraverso le vostre passioni.

 

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