Papa Wojtyla, l’ospedale Gemelli ospita la mostra per il centenario

by Giacomo Pasquetti

“Il dolore salvifico” è il titolo della mostra che è stata inaugurata oggi, nel centenario della nascita di San Giovanni Paolo, al Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, definito affettuosamente da Papa Karol Wojtyla il ‘Vaticano 3′ per la lunga permanenza nei suoi nove ricoveri nel corso del pontificato. Nella Cappella intitolata al Papa, Don Nunzio Currao, assistente pastorale del personale dell’Università Cattolica e curatore della mostra, ha presentato il progetto.

“Sono personalmente fra coloro che hanno avuto l’onore e l’opportunità di essere a stretto contatto con San Giovanni Paolo II – ha ricordato il professor Bellantone –  Il Centro Pastorale dell’Università Cattolica e la Fondazione Policlinico Universitario hanno voluto ideare e realizzare, nell’anno del centenario della nascita di Karol Wojtyla, una mostra multimediale con fotografie e filmati concessi per l’occasione dal Dicastero pe la Comunicazione della Santa Sede”.

Ha aggiunto il professor Bellantone: “La mostra, nel pieno rispetto di tutte le norme di sicurezza per l’emergenza sanitaria, si articolerà in due sezioni: la prima sezione, allestita nel corridoio interno, all’ingresso dell’ospedale, racconterà per immagini i dieci ricoveri e le tre visite di Papa Giovanni Paolo II al Policlinico Gemelli e all’Università Cattolica. La seconda sezione, ripercorrerà l’esperienza della sofferenza nella vita e nel magistero del Papa”.

“Con questa iniziativa desideriamo sottolineare il particolare legame che unisce il Policlinico Universitario Agostino Gemelli con San Giovanni Paolo II – ha detto l’Assistente Ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, Monsignor Claudio Giuliodori – Le numerose presenze del Santo Pontefice per visite e ricoveri nella struttura sanitaria dell’Ateneo dei cattolici italiani costituiscono anche uno straordinario patrimonio di insegnamenti e di testimonianze circa i temi della salute, della ricerca scientifica e del valore salvifico della sofferenza”.

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