Totti si racconta: “Alla Roma mai chiesto e deciso nulla, cammino a tasta alta. Spalletti? Cercava il litigio”

by Matteo Dionisi

Francesco Totti si racconta, senza filtri, ancora una volta a Vanity Fair  a pochi giorni dall’uscita dal suo docu-film nei cinema. L’ex capitano giallorosso si è soffermato su molti aspetti, soprattutto sul fatto che si dicesse che lui alla Roma decidesse  campagne acquisti, formazioni, allenatori: “Tutte cazzate. Non c’è un solo compagno o allenatore tra i tantissimi che ho conosciuto che possa dirmi in faccia: ‘Hai deciso, hai chiesto, hai preteso’. Camminerò sempre a testa alta perché mi sono allenato sul campo e non ho mai detto ‘fai giocare questo o fai giocare quello’. Non ho mai chiesto niente, a parte di poter vincere. È vero, volevo. Volevo giocatori forti come Buffon, Thuram e Cannavaro perché non avevo nessuna voglia di fare il bamboccio mentre gli altri festeggiavano. Qual è la colpa? Dov’è?

Poi sul rapporto con Spalletti racconta: «Più mi impegnavo, più lui cercava la rottura, la provocazione, il litigio o il pretesto. Capii in fretta che in quelle condizioni proseguire sarebbe stato impossibile. Così, per la prima volta in 25 anni di Roma, tra gennaio e febbraio, mollai». Dopo aver rischiato lo scontro fisico a Bergamo, ad oggi sulla possibilità di stringergli la mano, risponde: «Nel calcio si sbaglia, sbagliamo tutti. Diciamo che dovrei capire in che luna sto quel giorno, come mi sveglio, se sono di buon umore”.

 

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