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Follia a Trastevere: “Bande di ragazzini sputano su maniglie e citofoni per diffondere il covid”

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(Fonte: Corriere.it) – La costumista Fiorenza Cipollone vive barricata in casa. “Ho messo un nastro bianco e rosso sull’uscio per tenere lontani i baby criminali”. Di seguito l’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

Vivere con il terrore di toccare la maniglia di casa. Di contaminarsi. Perché il portoncino si affaccia su uno dei vicoli della movida violenta. E perché le bande che ogni weekend «calano» su Trastevere, tra i tanti giochi pericolosi, praticano pure questo: la «gara di sputo» contro citofoni, maniglie, usci. «Questi ragazzi sono energumeni, non riusciamo a fermarli. Le abbiamo provate tutte, con denunce a ripetizione. Ma ci vorrebbe la Wehrmacht». Fiorenza Cipollone, donna di spettacolo e di mondo, è esausta, sfinita. Al punto da evocare, con un’iperbole eccessiva di cui lei stessa si rende conto, l’intervento del temibile esercito tedesco tra le due guerre. Eppure, in questi tempi in cui il divertimento notturno a Roma è andato fuori controllo, c’è da capirla. Costumista in tante produzioni Rai e film (da «Mery per sempre» e «Indietro tutta» al musical «Francisco de Assis»), dalla fine del lockdowm causato dal coronavirus è alle prese con l’escalation di delirio notturno. «Sono terrorizzata, barricata in casa…»

La incontro davanti al suo uscio di vicolo del Leopardo, nello spicchio di Trastevere più caratteristico e (in tempi lontani) più amato da residenti, turisti, intellettuali, cinematografari. Un isolato più in là c’è il ristorante «Antica Pesa» di via Garibaldi, quello preferito da Sandro Pertini, e sul lato opposto la dolcissima via della Scala cantata da Stefano Rosso. Suggestioni lontane. «I livelli di violenza toccati ogni notte, ormai non più soltanto nel fine settimana – racconta Fiorenza – sono inimmaginabili. Dalla periferia o anche da fuori Roma arrivano bande di ragazzini vestiti tutti uguali, come in Arancia meccanica, con al polso un pugno di ferro. Ci sono anche ragazzi per bene, certo. L’idiozia non prevede distinzioni di censo. E il risultato è sempre lo stesso: il minimo che possono fare è pisciarti sulla porta. Poi, se protesti, organizzano vere e proprie gare, prendendo la mira, e ti sputano sulla maniglia o sul citofono, con la speranza di attaccarti il Covid»

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