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Direttore oncologia Regina Elena: “Pazienti con tumori non sono meno importanti, l’attività deve riprendere”

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In Italia sono quasi 11 milioni le persone che vivono e convivono con malattie oncoematologiche e cardiovascolari, un cittadino su 6, che rendono fragili i pazienti colpiti e ancora più a rischio di sviluppare forme gravi di coronavirus.

A ricordarlo sono stati diversi esperti durante una conferenza stampa virtuale odierna organizzata dalla Fondazione Insieme contro il Cancro, secondo i pareri dei medici i pazienti stanno andando incontro a grandi difficoltà. A sottolinearlo è Francesco Cognetti, Presidente Fondazione Insieme contro il Cancro e Direttore Oncologia Medica Regina Elena di Roma: “La pandemia causata dal Covid-19 ci ha obbligato a sospendere alcune attività assistenziali tra le meno urgenti ed a riformulare percorsi e routine. Molti pazienti hanno sospeso il trattamento, circa il 15% lo ha fatto per scelta, per paura di frequentare gli ospedali. Molti non sono stati sottoposti a chirurgie importanti perché le terapie intensive sono piene. Si rischiano danni molto seri, devono riprendere gli screening, deve riprende l’organizzazione oncologica su nuove basi”.

Sono quindi gli oncologi a scendere in campo chiedendo alle Istituzioni di considerare le specifiche esigenze dei pazienti colpiti da neoplasie e cardiopatie per definire percorsi specifici. Così interviene anche Paolo Corradini, Presidente SIE (Società Italiana di Ematologia) e Direttore Ematologia Istituto Nazionale Tumori di Milano: “Vogliamo essere coinvolti nella definizione delle linee di indirizzo per tutelare anche le persone con tumori del sangue. Le terapie spesso sono immunosoppressive e riducono le normali difese dell’organismo, anche se nel 70% dei casi portano a guarigione. Vi sono studi preliminari, che indicano una mortalità di circa il 30% nei pazienti ematologici in trattamento che contraggono il Covid-19. Infatti l’interruzione della terapia a causa del virus determina una progressione del tumore molto più velocemente di quanto accada nelle neoplasie solide. Nella fase 2, il coronavirus continuerà a circolare. Quindi vanno adottate tutte le precauzioni necessarie perché i reparti a loro dedicati restino ‘Covid free'”.

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