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Corte dei Conti pronta a ripartire ma prima si fa il test sierologico a tutti

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Un protocollo della Corte dei conti per i dipendenti della sede centrale in vista della ripresa prevede i test immuno-sierologici su base volontaria, e se necessari anche test molecolari. Lo studio di fattibilità per tale iniziativa è “in fase avanzata per la sede centrale di Roma mentre si sta concretamente valutando la possibilità di estendere lo screening presso tutte le sedi territoriali”, come informa un comunicato della magistratura contabile.

A dare notizia di questa iniziativa è il Presidente della Corte dei conti, Angelo Buscema, con una nota ai vertici degli uffici centrali e territoriali dell’Istituto, in cui sottolinea che “si sta aprendo finalmente lo spazio per rendere meno rigide le misure eccezionali alle quali ci siamo dovuti rapidamente adattare al fine di contenere i contagi”.

Tuttavia il presidente ci tiene anche a sottolineare che “il rischio di repliche di fenomeni epidemici rimane concreto e non è ancora il momento di abbandonare lo smartworking, il ricorso sistematico ai dispositivi di protezione individuale e alle misure di distanziamento sociale. Perché l’azione di contrasto alla diffusione del virus porti ai risultati auspicati, è necessario l’impegno di tutti”.

Buscema aggiunge poi che è consapevole della particolare responsabilità che grava “su quanti hanno il dovere non solo di garantire l’ottimale funzionamento delle strutture cui sono preposti ma anche di tutelare la salute di chi, ad ogni livello, in quelle strutture opera”, è in tal senso che annuncia il protocollo sanitario specifico, che si aggiungerà a quelli già previsti per i magistrati e il personale amministrativo.

Sono già in corso di formalizzazione per la sede centrale, come informa in una dettagliata circolare il Segretario generale della Corte, Franco Massi, appositi accordi con l’Azienda Ospedaliera San Camillo – Forlanini, l’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, la Fondazione Policlinico Tor Vergata e l’Ispettorato Generale di Sanità Militare dello Stato Maggiore della Difesa, sotto l’egida della Regione Lazio e coordinati dal Medico competente coordinatore per la Corte. Tutti i relativi oneri saranno a carico della Corte.

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