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Ospedale Bambino Gesù altri 4 trapianti in 48 ore durante l’emergenza coronavirus | Salvati 4 piccoli pazienti

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Arriva una buona notizia dall’Ospedale Bambino Gesù: nonostante la pandemia sono stati eseguiti altri quattro trapianti di organi nelle ultime 48 ore che si aggiungono ai due della settimana scorsa (Leggi). I chirurghi dell’ospedale della Santa Sede hanno impiantato un cuore, un fegato e due reni in quattro piccoli pazienti in lista di attesa. Gli interventi hanno richiesto la partecipazione, complessivamente, di più di 50 medici, infermieri, operatori e tecnici sanitari. Tutti i pazienti sono ora in buone condizioni assistiti in terapia intensiva.

Il professore Marco Spada, responsabile della struttura complessa di Chirurgia epato-bilio-pancreatica, commenta: “Nonostante la difficile situazione sanitaria causata dalla pandemia da Covid-19 il nostro ospedale continua la sua attività di trapianto di organi, indispensabile per curare bambini gravemente malati. Questo grazie anche alla definizione di percorsi protetti, finalizzati a garantire la sicurezza dei bambini e degli operatori”.

Spada conclude infine: “I numerosi trapianti effettuati in questi giorni sono stati possibili grazie all’impegno straordinario di tanti chirurghi, clinici, anestesisti, rianimatori, infermieri, tecnici e personale ausiliario, autisti e personale amministrativo. Non è possibile elencarli tutti, ma a loro va tutto il merito oltre che la mia gratitudine”.

 

«Questi risultati – aggiunge la presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoc – ci incoraggiano nel complesso cammino delle settimane di emergenza sanitaria in Italia e ci confermano nella scelta strategica di aver destinato all’assistenza dei pazienti COVID-19 la sede di Palidoro dell’ospedale. L’attività trapiantologica ha potuto così proseguire nella sede del Gianicolo con maggiore rapidità ed efficacia, rassicurando le famiglie sulla totale sicurezza degli interventi. Le buone notizie per i bambini trapiantati e le loro famiglie ci danno gioia e speranza per il futuro, senza dimenticare il dolore delle famiglie dei donatori a cui deve sempre andare il nostro “grazie” riconoscente. Esse sono il segno visibile che una cultura della donazione di organi e tessuti si sta diffondendo nel nostro Paese e ci impegnano a moltiplicare gli sforzi affinché tutti possano comprenderne l’importanza aprendosi, per prima cosa, alla decisione di firmare la dichiarazione di consenso alla donazione».

Foto: Archivio

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