L’UniversitĂ La Sapienza e l’Ospedale Sant’Andrea pubblicano su Radiology, per primi in Italia, una ricerca sulla capacitĂ diagnostica della tac nell’individuazione del virus Covid-19.
Dallo studio sarebbe emerso, secondo quanto si legge dal comunicato stampa congiunto che “La tac al torace non basta. Allo stato attuale resta insostituibile il valore diagnostico del tampone e del test del siero. Questa la conclusione del primo studio prospettico su casistica italiana portato a termine dal professore Andrea Laghi, dal dottore Damiano Caruso insieme ai colleghi radiologi del Sant’Andrea di Roma , col sostegno della Direzione aziendale che nell’attivitĂ di analisi e ricerca vede la chiave di volta per ottimizzare la risposta clinica/organizzativa alla situazione emergenziale”.
Nello stesso comunicato viene inoltre reso noto che “La ricerca, condotta tra il 4 e il 19 marzo su 158 pazienti, ha evidenziato come a fronte di un’alta sensibilitĂ , la Tac al torace dimostri ancora una bassa specificitĂ . Secondo i dati riportati la Tac ha un’altissima probabilitĂ di individuare correttamente un individuo malato di polmonite interstiziale (97%), ma una bassa probabilitĂ di caratterizzare la polmonite come dovuta a Covid-19 (56%)”.
Laghi, professore della Sapienza, spiega che questo “è dovuto al fatto che la Tac (meglio della radiografia al torace) individua i segni di una polmonite interstiziale, ma questi ultimi non sono specifici della malattia Covid-19, potendo essere anche associabili ad altre tipologie di polmoniti”.
E in conclusione Laghi specifica che è “Ancora debole, il suo valore diagnostico, almeno fin quando (e le intelligenze artificiali potranno essere d’aiuto in tal senso) non individueremo dei segni, rilevabili dalla Tac, specifici, distintivi e univocamente associabili al Covid-19.