Maria Kolesnikova arrestata al confine con l’Ucraina, l’UE: “Basta violazioni contro i cittadini bielorussi o ci saranno sanzioni”

by romalife

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa Tass sui canali Telegram e sulla tv di Stato, Maria Kolesnikova, leader dell’opposizione bielorussa, sarebbe stata arrestata nella notte tra il 7 e l’8 settembre, al confine con l’Ucraina. Kolesnikova è scomparsa ieri sera, una testimone ha detto di aver visto degli uomini incappucciati scendere da un minivan nero e rapirla al centro di Minsk. Inoltre, non è l’unica leader dell’opposizione ad essere scomparsa: anche Anton Rodnenkov e Ivan Kravstov non si trovano. Secondo la tv bielorussa sarebbero riusciti a fuggire oltre il confine.

Il rapimento di Maria Kolesnikova si inserisce all’interno del quadro di proteste che nelle ultime settimane, a seguito della vittoria di Lukashenko dello scorso 9 agosto, sta infiammando la Bielorussia. Le violenze sui manifestanti (100 mila persone in piazza) non sono mancate, nella giornata di ieri molti sono morti o scomparsi. Il ministro dell’Interno bielorusso ha detto che sono state arrestate 633 persone nell’ultimo weekend.

Molte nazioni dell’Unione Europea hanno chiesto il rilascio immediato di tutti i prigionieri politici, il ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, su Twitter si dice seriamente preoccupato per la salute della leader dell’opposizione, e insieme alla Germania è stato chiesto alla Bielorussia di chiarire dove si trovi Kolesnikova. Anche l’Alto rappresentante dell’UE per Affari Esteri e Politica di Sicurezza, Josep Borrell, si è esposto annunciando sanzioni per i responsabili di violenza, repressione e falsificazione dei risultati elettorali e persino il Canada ha manifestato il suo dissenso per la condotta politica di Lukashenko, il quale, infatti, è accusato di brogli per le ultime presidenziali.

Kolesnikova aveva annunciato, lo scorso 31 agosto, dopo aver sostenuto la candidatura alle presidenziali di Svetlana Tikhanovskaya (costretta a fuggire in Lituania), che avrebbe fondato un partito per sostenere Viktor Babariko, un altro avversario di Lukashenko arrestato prima delle elezioni. Kolesnikova, a differenza di altri leader dell’opposizione, aveva scelto di restare in Bielorussia nonostante il pericolo e gli arresti frequenti tra gli oppositori di Lukashenko (al potere dal 1994).

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