Cinema in piazza a forte rischio: l’istruttoria per gli enti che negano i film

by Martina Grillotti

Il cinema in piazza, annunciato dai ragazzi Piccolo America per questa estate (Leggi), è a forte rischio: con un’istruttoria verranno approfondite eventuali intenzioni di ostacolarlo negando le liberatorie sui film. Un modus operandi che si sarebbe ripetuto con diverse arene cinematografiche gratuite che d’estate riempiono le piazze d’Italia. Nel mirino di Agcom, l’Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali (ANICA), l’Associazione Nazionale Esercenti Cinema (ANEC) e l’Associazione regionale Lazio esercenti cinema (ANEC Lazio), enti accusati dai giovani organizzatori della nota kermesse di cinema all’aperto di ostacolare deliberatamente l’approvvigionamento dei film da proiettare nelle piazze.

Si legge in un comunicato stampa che “L’Autorità ipotizza, almeno dal 2018 e sino alla stagione 2020, l’esistenza di un’azione concertata, riferibile a una parte sostanziale dell’industria cinematografica italiana, finalizzata a orientare le case di distribuzione e/o i loro intermediari a negare i film alle arene a titolo gratuito, o comunque per subordinare il rilascio delle liberatorie a condizioni sempre più stringenti”.

Viene poi reso noto che “Contestualmente all’avvio dell’istruttoria, l’Autorità ha avviato un procedimento volto all’adozione di misure cautelari ex art. 14 bis della legge n. 287/90. Dagli atti risulterebbe, infatti, che, pur essendo oramai imminente l’avvio della programmazione, gli organizzatori dei cinema all’aperto in varie parti del territorio nazionale hanno ottenuto un numero estremamente limitato di autorizzazioni, tale da rendere improbabile la possibilità dello svolgimento delle manifestazioni”.

I membri dell’associazione del piccolo Cinema America, in riferimento anche alle accuse di “fake news” arrivate dalla stessa Anica commentano: “Perdonateci per non aver detto nulla prima di oggi, ma da agosto 2019 vigeva il segreto istruttorio. Confidiamo totalmente nell’operato dell’AGCM, alla quale forniremo ulteriore documentazione di queste ultime assurde giornate che siamo stati costretti a vivere”.

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