Coronavirus, Magrini (Aifa): “Sperimentazione vaccino anche da noi in Italia”

by romalife

“Se la sperimentazione di Oxford darà i risultati sperati, l’Italia si sta già coordinando con gli altri Paesi europei affinché il vaccino sia messo a disposizione in tutto il continente a prezzi sostenibili. C’e’ già un piano di produzione per soddisfare la domanda”. Nicola Magrini, Direttore dell’Aifa, l’Agenzia pubblica del farmaco, assicura che non saremo tagliati fuori e conferma quanto anticipato da La Stampa sul vaccino sperimentale dell’italiana ReiThera: “A giorni speriamo possa partire la sperimentazione allo Spallanzani”.

Tra le 30 sperimentazioni in corso autorizzate da Aifa può uscire il farmaco capace di sconfigge il virus?

“Diciamo che siamo in una situazione simile a quella delle prime terapie contro l’Hiv, che non bloccavano ma rallentavano la malattia. La troppa enfasi sull’efficacia non ancora dimostrata di molti farmaci non ha aiutato la ricerca, perché i pazienti non hanno più voluto partecipare agli studi randomizzati, dove metà e’ trattata con il farmaco sperimentale e l’altra con un placebo. Che e’ l’unico metodo per conoscere la reale efficacia di un nuovo farmaco. C’e’ una conoscenza che progredisce passo dopo passo e che consente di definire il bagaglio terapeutico efficace per salvare vite”.

Intende gli antivirali come remdesivir e gli anticorpi monoclonali come tocilizumab?

“Il primo, utilizzato per contrastare la replicazione del virus, sara’ commercializzato a giugno in Italia sulla base di uno studio che ha mostrato una riduzione della mortalità dall’11,6 all’8%. Ma attendiamo i risultati di altri studi internazionali per avere un quadro più chiaro. Il remdesivir ha dato primi risultati confortanti, anche se non definitivi, nei pazienti con polmoniti a diversi livelli di gravità. Per tocilizumab invece abbiamo dati incoraggianti ma preliminari con risultati che non sono statisticamente significativi sulla riduzione della mortalità a 14 giorni. Lo diventano a 30 giorni quando la letalità
superiore al 30% si riduce al 22,4%”.

E del presidente Trump che annuncia di assumere una pillola dell’antimalarico idrossiclorochina per tenere alla larga il Covid cosa ne pensa?

“Dico e suggerisco solo che gli studi fin qui condotti sono poco confortanti. Non sappiamo se funziona ma ne conosciamo gli effetti indesiderati, che possono essere anche gravi”. Gli anticoagulanti si stanno rivelando utili? “Abbiamo capito che l’infezione da Covid-19 comporta un rischio alto di trombosi ed embolie. Per questo abbiano iniziato a somministrare l’eparina a dosi più alte di quelle utilizzate a scopo di profilassi. Avvieremo uno studio per sapere se serve e in che dosaggio”.

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