Il Derby della Capitale si sposta online, ma a mandare la palla in rete saranno i tifosi

by Martina Grillotti

Domenica 26 aprile andrà in onda il primo match calcistico virtuale dove a giocare non saranno avatar di calciatori comandati da un joystick, ma la forza potente e invisibile della passione delle tifoserie e l’avversario ultimo sarà uno solo: il COVID-19. Roma e Lazio hanno entrambe aderito al progetto con entusiasmo, mettendo a disposizione le proprie energie organizzative e comunicative. Un derby, una partita di calcio giocata con la fantasia, una gara di generosità.

Roma e Lazio hanno entrambe aderito al progetto con entusiasmo, mettendo a disposizione le proprie energie organizzative e comunicative. Il derby è una partita su una piattaforma virtuale di gioco: si visualizzerà un campo senza calciatori e una palla si muoverà spinta dal volume delle donazioni dei tifosi. A partire da donazioni di un minimo di 2 euro, che potranno essere effettuate con i più comuni strumenti di pagamento digitale, le tifoserie doneranno a nome dell’una o dell’altra squadra. Più una tifoseria donerà, più spingerà la palla verso la porta avversaria. Superando determinate soglie di donazione le squadre segneranno i goal della generosità. Durante la partita, sulla piattaforma sarà visibile un monitor che mostrerà una diretta streaming video con una telecronaca dell’evento.

Il calcio d’inizio verrà dato, idealmente, dalla Centrale del Latte di Roma, che ha deciso di aderire all’evento con un contributo che verrà equamente distribuito a metà, a fine partita, sul volume di fondi donato da ciascuna delle due tifoserie. Se il primo derby avrà successo e i tifosi e le tifose aderiranno numerosi, sarà possibile organizzare subito un secondo derby, che coinvolgerà due squadre di un’altra regione d’Italia. L’obiettivo è quello di raccogliere fondi laddove c’è più bisogno, ma anche di regalare un momento di leggerezza e di goliardica competitività a tutti i tifosi e le tifose che sono costretti a stare, per il momento, fisicamente lontani dagli stadi reali e dalla propria squadra del cuore.

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